Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

La Parola di Dio a cura di don Gianni

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (LC 14,25-33)

Archivio meditazioni - Discepole del Vangelo

CALCOLARE, RIFLETTERE E SCEGLIERE

           

Il brano del vangelo odierno termina con delle parole sorprendenti, che probabilmente qualcuno di noi vorrebbe tanto addolcire: «chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Gesù spiega questa affermazione, questa richiesta radicale, con le due parabole che vengono prima e che sono un invito alla riflessione. Con esse egli invita gli uditori a soppesare bene le proprie forze, prima di mettersi alla sua sequela, che rappresenta un ideale molto alto, ma pieno di rischi e di difficoltà. In entrambe le parabole si consiglia, prima di iniziare un’impresa, di verificare attentamente se si hanno i mezzi per portarla a termine, per evitare di doverla lasciare a metà. E così Gesù sembra dirci che la sequela non è fatta per i superficiali, per gli avventati, per coloro che sono forse solo infatuati dalla sua parola. Prima di accingersi a seguirlo occorre “calcolare e riflettere bene”, occorre cioè rinunciare a qualcosa e fare scelte consapevoli. Fino a che uno non rinuncia a niente, non ha ancora scelto; scegliere vuole dire eliminare delle possibilità, prendere una strada e lasciare le altre. 

E a chi desidera seguirlo, il Signore propone di rinunciare praticamente a tutto; bisogna rinunciare al possesso, cioè al diritto di usare e di abusare dei propri averi; e occorre soprattutto accettare la logica della croce!

Ma come se non bastasse, c’è poi nel Vangelo un’altra frase ancora più impegnativa e più dura: «se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo». Questa espressione non toglie il rispetto e l’obbedienza e l’onore verso i genitori. Vuole dire anzitutto che il rapporto con i genitori o con i figli o con chiunque altro, viene subordinato al rapporto con il Signore. Il criterio ultimo delle scelte diventa dunque Gesù Cristo; Gesù Cristo deve essere messo al di sopra di qualunque altra cosa, al di sopra dei nostri guadagni, ma anche al di sopra di ogni altro impegno, di ogni altro legame. L’affetto per i genitori o figli o amici non può essere il criterio ultimo di scelta; non deve prevalere, in caso di conflitto, sulla volontà del Signore.

Impariamo dunque a dare al Signore tutto noi stessi. E tutto quello che diamo al Signore, il Signore ce lo ridà in cambio, ma trasfigurato, trasformato con la ricchezza dell’amore e dello spirito della fede.

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (LC 14,1.7-14)

XXII Domenica del Tempo Ordinario (C) Commento – Comboni2000 – Spiritualità  e MissioneLEZIONI DI UMILTA’ E CARITA’

           

Nel brano di Luca di oggi Gesù dà lezioni di umiltà e di carità.

Luca è l’unico evangelista a raccontare che Gesù ha accettato gli inviti a pranzo dei farisei. Ma invitare Gesù significa esporsi, perché non è un maestro simile agli altri, prevedibile ed eventualmente manipolabile, del quale già si conoscono il pensiero e il comportamento, è uno che oggi si potrebbe definire “una mina vagante”. Gesù accetta facilmente inviti a pranzo in giorno di sabato presso i farisei perché da tale invito si ripromette un insegnamento. Egli approfitta infatti dell’occasione per rivolgere ai suoi ospiti i rimproveri che stima opportuni, senza però venire meno alle regole della cortesia e della buona educazione.

Gli invitati sono persone convinte di avere diritto ai posti d’onore e Gesù non intende illustrare una semplice regola di buona educazione e di modestia e, tanto meno, suggerire una tecnica raffinata per essere poi invitati a salire più in alto. Anche questa parabola parla del Regno di Dio e la critica di Luca è dura nei confronti di chi cerca per sé i primi posti.

Alla luce degli altri brani di Luca si comprende che la parabola intende colpire non una vanità di superficie, che farebbe soltanto sorridere, ma una presunzione di fondo, convinta, concreta, tale da snaturare il rapporto con Dio e, al tempo stesso, il rapporto con gli uomini. È sempre la solita pretesa di ritenersi giusti, più meritevoli degli altri: un atteggiamento che genera, inevitabilmente, arroganza e differenziazioni; è l’arroganza di presentare a Dio dei bilanci in pareggio e in credito.

Se Gesù colpisce con tanta forza la vanità di chi vuole primeggiare è perché sa che Dio non si comporta in quel modo. Un punto fermo del vangelo è che Dio si manifesta attraverso il “farsi servo”, non il “farsi primo”. Qui va cercato il fondamento che sorregge la parabola trasformandola in una “lieta notizia”: il rapporto che Dio instaura con l’uomo è la chiave di lettura di ogni parabola; è un rapporto di dono, offerta, servizio.

Queste parole di Gesù vanno lette anzitutto alla luce del discorso della montagna al quale certo fanno riferimento: “se amate coloro che vi amano, quale merito ne avete? Anche i peccatori fanno lo stesso”. L’indicazione del vangelo non è quella di proibire le festa tra amici, ma è ancora la sottolineatura dell’intenzione: per che cosa dare una festa? Se è per avere il contraccambio non dare la festa; l’intenzione deve essere quella della gioia, non dell’interesse e allora, forse, si riscopre la gioia dell’incontro, dello stare assieme, della comunione.

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (LC 12,49-57)

XX DOMENICA TEM. ORDINARIO A. C | un messaggio per te

DIO VUOLE LA VERITA’ DELLA NOSTRA VITA

           

            Il vangelo di questa domenica descrive l’atteggiamento di Gesù di fronte alla sua passione. Gesù è teso verso il compimento della sua opera; si sente immerso in un abisso di sofferenza che lo porterà a compiere la sua missione: portare il fuoco, cioè lo Spirito, con la sua forza purificatrice ed innovatrice.

Gesù vorrebbe che questa situazione, questo suo doloroso cammino in purificazione dell’umanità, che percorre per sua libera volontà attraverso la croce, fosse già avvenuto, già passato. Ma anche qui la sua volontà resta sempre subordinata a quella del Padre: “sia fatta la tua, non la mia volontà”.

La sua opera non porta la pace ma la divisione. Con lui ogni uomo dovrà scegliere: gli uni si terranno stretti alle antiche osservanze, fedeli alle prescrizioni della legge, gli altri accoglieranno il rinnovamento nella fedeltà al Cristo. Tali scelte divideranno l’umanità e persino le famiglie e lacereranno ogni coscienza. Il discorso di Gesù è molto duro, prevede una divisione molto radicale tra giusti e ingiusti, santi e peccatori. Un discorso duro ma di grande speranza, una speranza che si può realizzare solo con la radicalità del proprio comportamento di fede.

Il fuoco è un’immagine che riporta all’esperienza dell’Esodo, del roveto ardente che brucia ma non consuma. È questo il fatto eccezionale che attira l’attenzione di Mosè. Il profeta e grande condottiero ha infatti capito che il Signore corregge, non punisce, non distrugge. Quello che vede Mosè non è il Dio di Giovanni con la scure pronta a colpire la radice dell’albero, ma è un Dio che brucia e non consuma, un Dio che purifica ma non castiga. Certo è una purificazione dolorosa perché fatta con il fuoco, ma non distruttiva.

L’incontro con Cristo è un cammino di purificazione. Dio vuole la verità dalla nostra vita e i suoi comandi non sono superbe limitazioni alla nostra libertà, ma guide per la felicità dell’uomo. Non dobbiamo aver paura della fatica della strada stretta, Dio ci aiuta, è il Dio della vita, sempre al nostro fianco, è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio dei vivi, non dei morti.

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (LC 12,32-48)

La Buona Notizia - L'Osservatore Romano

RICCHI PER DIO

Nel brano del vangelo c’è l’esortazione a staccarsi dai beni e donarli effettivamente a coloro che ne hanno bisogno. Ciò renderà più pronti all’incontro con il Signore. Ignorando il tempo della venuta del Signore il discepolo deve mantenersi sempre, vigile, attento e pronto “con la cintura ai fianchi e le lucerne accese”.

Questa immagine è tipica di quel tempo perché il viandante orientale, per camminare più speditamente, cingeva bene ai fianchi la tunica sollevandola alquanto, accendeva la lucerna e camminava nella notte per evitare i calori del giorno.

Ricco per il mondo è colui che nuota nella sua ricchezza, il pagano che mira ad assicurare la sua realtà negli averi (beni e denaro). Ricco per Dio è colui che è aperto alla fiducia che conduce al regno e divide i suoi beni con gli altri: è la condizione dei poveri in spirito. Ricco è chi libero dai vincoli dell’avere, del possedere. I credenti della Chiesa sono già beati perché amano, perché hanno nel centro della loro vita la fiducia, sentono al loro fianco la presenza di Dio, perché sperano, perché lo stesso Dio già adesso si presenta loro come “Padre”. Questo è il tesoro sul quale si fonda e si arricchisce la loro esistenza.

Mostrando all’uomo la sua vera ricchezza, Gesù lo ha trasformato in un essere inquieto. Non può più riposare finché sospira quella fortuna, né può dormire finché attende il Signore di ora in ora. Non importa che il padrone non arrivi in un’ora prefissata, quello che conta è vivere nella tensione del suo arrivo.

Le tre parabole appena accennate sono legate da un’idea fondamentale: l’incertezza sull’ora della venuta del Signore e il conseguente dovere della vigilanza. È solo vegliando che si può entrare in comunione con la gioia del Cristo. L’errore fondamentale del cristiano è quello di pensare: “il padrone tarda a venire”. Vigilare indica un modo di essere (onesti, svegli, pronti) e di vivere (curare saggiamente e fedelmente i propri compiti).

Il tratto più significativo è, però, un altro: la splendida immagine del Signore che serve i suoi discepoli seduti a mensa. Nella sua seconda venuta il Signore ripeterà i gesti che ha compiuto nella prima: è infatti il medesimo Signore e il tratto che lo identifica è sempre lo stesso: “colui che serve”; cambiano i modi della presenza (umile o gloriosa), ma non il suo volto.

 

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.