Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

Genitori e famiglie

Quando si dice “Natale in Famiglia” Come affrontare con serenità le prossime festività

Il Natale è ormai alle porte ed è ormai indubbio che sarà un altro passaggio importante da superare. Con le nuove prescrizioni emanate sarà per molti un momento di festività casalingo e senza le consuete riunioni familiari. E se da una parte ci sarà sicuramente qualcuno che ha tirato un sospiro di sollievo nel non dover passare le ennesime vacanze natalizie con la zietta che lo fa sempre arrabbiare o con il cuginetto che gli fa i dispetti… per la maggior parte degli italiani, l’idea di dover trascorrere i giorni rossi del calendario senza i propri cari vicino e senza la possibilità di mantenere fede alla propria tradizione familiare è qualcosa di molto sentito e difficile da accettare.

Pensiamo allora ai bambini, magari ai più piccolini, che non sono ancora in grado di comprendere fino in fondo cosa sta accadendo intorno a loro, ma avvertono, come se fossero delle antenne, l’irrequietudine, il nervosismo, il malumore, il disagio degli adulti.

Come affrontare dunque con serenità questi giorni?

Innanzitutto, è molto importante ricordare che ai bambini va sempre detta la verità e dunque, anche in questo caso, la prima cosa che andrebbe fatta è prendersi un tempo per parlare con loro e spiegare, nel modo più semplice possibile, che sarà un Natale un po’ diverso da quello degli anni trascorsi… sottolineando però che “diversità non vuol dire minor bellezza!”

Se in principio questa conversazione dovesse portare a dei musi lunghi e a delle reazioni di disappunto o rabbia, accoglietele. Tutti noi siamo sempre un po’ restii al cambiamento e alle novità. Diamo ai nostri bimbi un tempo per metabolizzare ciò che abbiamo detto loro e poi, con dolcezza e pazienza, provate a coinvolgerli, come se fosse un gioco, nell’organizzazione delle feste.

Cosa piacerebbe loro fare per la Vigilia? per il giorno di Natale? di Santo Stefano? e così via… Ripercorrete insieme le tappe e i momenti che solitamente scandiscono le vostre tradizioni familiari e, alla luce delle nuove disposizioni, pensate insieme a delle alternative.

Un’idea potrebbe essere quella di realizzare un piccolo cartellone con le attività, i giochi e le idee per ogni giorno di festa da mettere bene in mostra nella vostra cucina o in salotto… Non dimenticatevi di includere nelle diverse giornate anche gli impegni e le responsabilità che ogni membro della famiglia avrà per garantire il buon umore e l’armonia!

Sarà importante indicare chi preparerà il caffè della colazione, chi si occuperà di apparecchiare la tavola, chi scegliere la musica da ascoltare… o magari quale film da vedere tutti insieme!! Lasciate pure che la fantasia voli… e non siate fedeli alle solite routine. Sarà un’opportunità per introdurre qualcosa di nuovo nelle vostre case e magari lasciarvi stupire dalla magia che saprò portare.

…e se ancora non lo aveste fatto, con i figli più grandi, cogliete questa occasione per parlare con loro di quanto il Natale possa essere vissuto intensamente anche senza i soliti cenoni numerosi e le solite feste. Approfittate di questo momento per riportare l’attenzione sui valori che accompagnano questa ricorrenza, sull’importanza che ha il significato di questi giorni, a prescindere da quello che si potrà o non potrà fare… e magari provate addirittura a coinvolgerli in qualche attività solidale. Al momento ce ne sono tante sul territorio. Una, ad esempio, è quella del Calendario dell’Avvento al Contrario (https://www.associazioneorizzonte.it/2020/12/07/il-calendario-dellavvento-al-contrario/) alla quale aderisce la stessa Caritas della Parrocchia degli Angeli Custodi.

Spostare l’attenzione “da ciò che manca a me per cogliere quello che manca a tante altre persone” può essere un modo per allargare le prospettive, spostare il proprio punto di vista, scoprire che c’è un mondo un po’ più ampio di quello che solitamente siamo portati a considerare e, soprattutto, ognuno di noi nel proprio piccolo può fare qualcosa per cambiarlo e contribuire al suo miglioramento!

La costanza: una virtù da insegnare ai nostri bambini

La costanza:

una virtù da insegnare ai nostri bambini

Quante volte ci è capitato nel nostro quotidiano di decidere di voler intraprendere un nuovo sport, un nuovo hobby, di inserire una nuova abitudine e poi… di perdere l’entusiasmo dopo pochi giorni?

Ecco che ci rendiamo conto di quanto “allenare all’impegno, al rimanere fermi anche quando comincia a scendere la curva dell’entusiasmo” diventa una funzione educativa importante che serve ai nostri figli oggi che sono piccoli per portare a termine i loro obiettivi e agli adulti di domani per sentirsi realizzati, con un bagaglio di esperienze e un carattere che consente loro di affrontare la vita con responsabilità.

Parlare di “costanza” ci fa venire in mente un’altra parolina, spesso associata agli impegni e al saperli portare a termine: “disciplina”.

Costanza e disciplina sono due virtù, che sanno, nonostante non sembrerebbe, alleggerirci e rendere il nostro quotidiano più soddisfacente. Pensate a quanti problemi nella nostra vita si potrebbero superare se solo imparassimo a non mollare dopo solo pochi tentativi. Immaginate a quanto saremmo oggi più felici se avessimo continuato per qualche altro giorno la dieta che avevamo iniziato! …o se non avessimo lasciato il corso di ballo che ci piaceva tanto!

 

Plutarco arrivava a definire “la costanza: più efficace e più forte della violenza” per raggiungere un traguardo. Quante volte vi è capitato di guardare come alcune persone, con la spinta vincente della costanza, riescono a risolvere problemi e centrare traguardi, in modo del tutto naturale? “Non molla di un centimetro” ci viene spesso da esclamare! Come se, la capacità di saper stare nelle situazioni, di perseverare, fosse una peculiarità di pochi.

Plutarco nei suoi scritti parlava del “Metodo della scomposizione”: di fronte a problemi complessi, a cose che «unite sembrano indomabili e irrisolvibili» (parole di Plutarco), usate come arma, la costanza. Affrontatele «poco per volta». Fino a quando «cedono». Vedrete che a piccole dosi, dividendo il Problema in tante piccole difficoltà da risolvere, tutto vi sembrerà più affrontabile e risolvibile.

Pensate ora a quante volte i vostri bambini a casa, invece di provare a risolvere una situazione che crea loro disagio, cambiano attività, rompono amicizie, smettono di fare sport.

Vi è mai capitato di osservarli mentre giocano alla playstation? Quante volte, se non riescono a superare un livello, cambiano direttamente il videogioco?

 E nel vostro quotidiano, in quante occasioni siete portati a rimandare un impegno che avevate preso, fosse anche solo con voi stessi?

                                       

Procrastinare è diventato ormai per noi quasi del tutto naturale, così come disdire un impegno preso in precedenza. Eppure, “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”, non è certo un proverbio detto a caso. Imparare e dunque, quando genitori, insegnare ai nostri figli di rispettare gli impegni presi, di portare a termine i compiti assegnati, di terminare le attività, non è soltanto qualcosa che nel momento presente potrebbe tornarci utile nella gestione del nostro quotidiano, ma soprattutto fornirà le basi e soprattutto, il metodo per poter affrontare la vita, le difficoltà, i disagi.

È la perseveranza, che fa emergere i nostri talenti. Quando nasciamo, ognuno di noi ha delle abilità, ma queste non è detto che verranno espresse e ci daranno delle soddisfazioni se non decidiamo consapevolmente di investire delle energie per metterle in campo!

Impegnarci ogni giorno a dare il meglio di noi, dedicare il nostro tempo ad allenarci al nostro sport preferito, al nostro hobby, alla nostra passione… è la chiave nel nostro successo. La costanza è auto-disciplina, dunque consapevolezza e senso della misura. Non è tanto avere davanti a noi il risultato che vogliamo raggiungere a darci la spinta nel fare ogni giorno con intensità un determinato esercizio o una determinata attività, ma il ritmo, la dedizione con la quale portiamo avanti il nostro progetto. Se una determinata attività siamo portati a pensarla soltanto, sarà difficile continuare a praticarla quando inizierà a venire meno l’entusiasmo o quando sopraggiungerà una difficoltà. Occorre sentirla dentro di noi, avvertirne l’importanza, percepire l’energia che essa stessa ci dona ogni volta che la pratichiamo.

Nel concreto, proviamo ora a fare un elenco delle cose che ci piace veramente fare e portiamo l’attenzione a quanto spazio diamo loro nel nostro quotidiano. Come potremmo ri-programmare i nostri impegni affinché ci sia possibile lasciare un adeguato tempo a ciò che amiamo senza avere l’alibi del “non poterlo fare”? …tra qualche giorno, fermiamoci pure qualche momento: ho portato a termine gli impegni che mi ero dato? Quali attività ho saltato?

e con i più piccoli, proviamo nel quotidiano a fare in modo che anche loro abbiano, durante la giornata, delle attività “scandite” da dei ritmi regolari. Parlate pure con loro per vedere insieme quali sono le cose che preferiscono e quali no… Una volta definito ciò che amano, lavorate insieme affinché il tempo dedicato sia scandito, non inferiore ad un’ora. Provate ad alternare attività più gratificanti con altre meno e attività dinamiche ad altre sedentarie. Insegnate loro l’importanza del mantenere gli impegni e supportateli quando avvertite che ne hanno bisogno.

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi”
(Vince Lombardi)

Scritto da Giulia Di Sipio, Counselor Mediacomunicativo,

volontaria per Associazione Orizzonte Onlus

www.associazioneorizzonte.it

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.