Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

Genitori e famiglie

Il pesciolino rosso

Anni fa, una persona che conoscevo, mamma di una bimba di circa 9 anni, di fronte alla morte del pesce rosso di sua figlia, decise di gestire l’accaduto, acquistando in fretta e furia un altro pesciolino “in sostituzione”.

Alla bimba non venne raccontato l’accaduto. Non le venne spiegato che esiste una ciclicità nella vita di ciascuno di noi, compresi gli animali, per la quale, esiste la nascita, la crescita, la vita, ma anche la morte.

Non venni mai informata se poi, a distanza di tempo, la bimba avesse, o meno, compreso che le era stata nascosta la verità.

Spesso accade che ai bambini “certe cose” non vengano dette. E’ per il loro bene che di alcuni argomenti è meglio che non se ne parli.

Ed ecco che allora, tra questi argomenti troviamo tantissimi temi di attualità come il Covid, la pandemia, la guerra, il sesso, la morte, la malattia… eppure, considerato che ormai, già dalle elementari il cellulare viene con estrema facilità dato in uso (se non regalato) ai più piccoli, non è difficile immaginare come “queste cose”, di cui sarebbe meglio non parlare, diventino in realtà come il famoso segreto di Pulcinella. Tutti le sanno, ma nessuno ne parla.

…pensate allora come possa divenire un disagio, una difficoltà, per un bambino, non riuscire a capire cosa stia accadendo, ma non sapere in quali termini chiedere spiegazioni o come rivolgersi al mondo degli adulti che con tanta fatica cercano di fare gli indifferenti.

I non detti, quelle tante, spesso troppe cose, delle quali sarebbe meglio non parlare. Sono proprio gli argomenti considerati tabù a creare distanze nelle relazioni.

Immaginate di avere la sensazione che qualcosa non vada bene. Di tornare a casa, vedere il vostro pesciolino rosso nella sua solita vaschetta, ma avere la sensazione che qualcosa sia diverso. Sarà frutto della mia fantasia? Oppure mamma e papà non mi stanno raccontando la verità? Potrebbe pensare un bambino. …e se fosse così, perché?

Spesso alle domande dei bambini si cerca di non rispondere, credendo che il silenzio, l’evasione, l’oscuramento… siano tutte strategie che alla lunga diano risultati migliori. Probabilmente si pensa che accudiscano, preservino, difendano i più piccoli.

Eppure ormai tutti quanti lo sanno che i bambini hanno il sesto senso, la capacità di “sentire” cosa non va, prima ancora di saperne il motivo.

Sono proprio loro, i più piccoli, coloro che ci mostrano come sia importante essere in contatto con la parte più profonda di noi, quella che “sente”, prima di “agire” (e che noi spesso evitiamo di ascoltare). Nel processo educativo sarebbe bello se questa capacità di intuire le cose venisse custodita, se da adulti, ci impegnassimo tutti nel far sì che le nuove generazioni mantengano viva quest’abilità di percepire la realtà, non solo per come ci appare, ma anche nella sua essenza, aldilà delle sembianze.

Ci lamentiamo della superficialità, critichiamo coloro che non vanno in profondità, eppure, quotidianamente, non facciamo nulla per far sì che i più piccoli imparino a fare il contrario. Ci spaventiamo del disagio e nel tentativo di evitare una sofferenza, creiamo confusione, perplessità, mancanza di fiducia. Soprattutto nella propria capacità di lettura della realtà. Fingiamo che vada tutto bene pensando che sia una strategia efficace, eppure ci dimentichiamo di come sia per noi importante sapere la verità. Siamo tutti genitori, prima di tutto di noi stessi e di quella parte vulnerabile che ci abita. La vita non è perfetta, ma è bene impararne ad apprezzarne le sfumature fin dal principio. Non ci sarà sempre la luce, a volte scenderà la notte. Magari in questo momento il buio ci appare essere perfino più scuro del solito, più lungo di quanto ci saremmo aspettati… ma tornerà la luce e c’è sempre una buona ragione per sorridere. Se fosse la mia situazione penserei che vale sempre la pena di provare a spiegare il perché delle cose e la meraviglia di questo mondo. Specialmente ad un bambino. …e penserei che è ancora più importante farlo quando ci sembra che sia difficile trovare le parole, quando gli accadimenti lasciano un vuoto, creano una sofferenza, mettono paura. Può sembrare banale, eppure è proprio questa quella che viene comunemente chiamata: educazione emozionale. Ci si mette nei panni dell’altro, si ascoltano le domande, le richieste… e poi piano piano, con cautela, si risponde. Siamo tutti esseri umani ed anche se bambini, ci si sente più accuditi se ascoltati, piuttosto che ignorati.  

Per seguire le dirette di "Gocce di benessere mattutino", ti aspetto sulla mia pagina Facebook o dell'Associazione Bambini e Genitori o sul mio profilo Instagram. 

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Giulia Di SipioScritto da Giulia Di SipioCounselor Relazionale (Iscrizione albo nazionale An.Co.Re n°275), Coach Relazionale Senior, specializzata in Counseling Gastronomico (autrice del libro "Il Cibo come via, gli Archetipi come guida"), Wedding Counselor Consulente Genitoriale,  da anni collabora con l'Associazione Orizzonte (www.associazioneorizzonte.it)  per facilitare l'inclusione e l'autonomia dei ragazzi diversamente abili, promuovere iniziative volte a sostegno delle famiglie con disabilità e potenziare le occasioni di lavoro per una buona genitorialità. Dal 2020 collabora con la Parrocchia degli Angeli Custodi per offrire un supporto pratico ed emotivo a chi ne sente il bisogno, percorsi di accompagnamento al Matrimonio per le coppie, Orientamento scolastico e lavorativo, Mediazione dei conflitti. Responsabile e referente dello Sportello di Ascolto “La famiglia al centro” e “Parliamone Insieme II” , per informazioni e appuntamenti  ?+39-347-1692195.

Poco prima che il silenzio venga estinto

Poco prima che il silenzio venga estinto

È stata inaugurata lunedì 4 febbraio la mia nuova rubrica. “Gocce di benessere mattutino” è il suo nome e l’idea è nata per caso, parlando con la presidente dell’Associazione Bambini e Genitori con la quale collaboro per promuovere iniziative a sostegno dei minori e della genitorialità.

È un periodo denso quello che stiamo vivendo. A volte grigio potremmo definirlo. Le emozioni e gli stati d’animo che spesso vengono esternati sono pesanti e le persone fanno sempre più fatica a trasformare i loro disagi in risorse. Ci si sente sempre più spesso vittime e sempre meno di frequente ci si rende conto invece di quanto ognuno di noi sia a sua volta carnefice, complice, osservatore e comunque, parte integrante delle dinamiche disfunzionali in cui vive e di un sistema che ci vuole sempre più pecore incattivite piuttosto che farfalle leggere.

Eppure, ognuno di noi è libero nella misura in cui si concede il diritto di pensare e acquisire una consapevolezza e un’opinione a sua volta che gli permetterebbero di spiccare il volo.

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“Gocce di benessere mattutino” è uno spazio giornaliero, dal Lunedì al Venerdì alle ore 6.45 che ho deciso, insieme ad Ilaria Zamboni, di attivare con l’obiettivo, attraverso il Counseling e il Coaching, di divulgare un pensiero ottimista e aperto al confronto, un’opportunità di dialogo quotidiano, fatto anche di pochi messaggi su una chat, ma dove si parli di argomenti e tematiche a sostegno delle nostre energie, delle nostre vibrazioni, del bello e del buono che ognuno di noi può e deve sforzarsi di coltivare e portare nella sua vita di tutti i giorni.

È proprio quando si è più in difficoltà che non si deve perdere l’abitudine di prendersi cura di sé, del proprio benessere, di portare avanti con dedizione e perseveranza, abitudini che ci portano ad avere una sana e corretta alimentazione, un più equilibrato rapporto tra il nostro Corpo, la nostra Mente, il nostro aspetto emozionale e il nostro lato più spirituale.

Siamo esseri complessi. Non possiamo pensare che tutto accada da sé. Ognuno ha la sua parte di responsabilità. E ognuno di noi può, nel suo piccolo, lavorare per riportare la sua attenzione anche su tutti quei gesti quotidiani che lo elevano dall’abitudine e dal dare tutto per scontato a un gradino più alto dove si inizia ad intravedere la sua parte attiva, propositiva e soprattutto…creativa.

…se avete ascoltato la diretta dell’altra mattina, il tema che ho trattato è stato quello del silenzio. Lo avete presente? Non mi stupirebbe se lo aveste considerato estinto.

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Così bombardati da input e sollecitazioni continue, è importante ricordare, prima di tutto a noi stessi, che non sono solo i suoni che fanno rumore, ci disturbano e ci distraggono dai nostri obiettivi e dal nostro ben-essere. Anzi! …oggi potremmo dire che sono proprio tutte le altre continue e infinite interferenze che ci distolgono dal perseguire con costanza e passione i nostri intenti. Pensate a quanto accade nella vostra giornata: dagli infiniti messaggi che vi arrivano sul cellulare, dalle mail, le telefonate, gli stimoli continui dei social… è facile comprendere come tutto corra veloce e come, con altrettanta facilità ci si possa allontanare da sé e da ciò che è veramente importante per noi.

Inserire un sano rapporto con il silenzio e con dei momenti quotidiani che salvaguardino la nostra relazione intima con noi stessi è un’abitudine che ognuno può iniziare a praticare.

Se sei solito svegliarti calcolando il tempo esatto che ti occorre per prepararti, fare colazione ed uscire, potrebbe essere un’idea proprio quella di rallentare i tuoi ritmi ed introdurre, magari proprio al mattino, due minuti di silenzio. Magari prima della colazione. Non pensare che sia sufficiente spegnere il televisore e la radio. Imposta il telefono in modalità aereo. Chiudi il portatile… e, in una posizione comoda, seduto o sdraiato, porta l’attenzione sul tuo respiro. Puoi lasciare che i pensieri fluiscano solamente e respirare o puoi, dopo un breve momento di osservazione di quello che si muove dentro di te nello stare nel silenzio, recitare una preghiera cara con la quale desideri iniziare la tua giornata.

Sono sufficienti anche solo 2 minuti del tuo tempo, tutte le mattine, per innescare un processo. Non aver fretta, ma sii costante e disciplinato nei tuoi intenti. Ci vuole pazienza perché qualcosa accada.

Il silenzio non fa domande, ma può darci una risposta a tutto.
(Ernst Ferstl)

arrow 304729 1280Se hai provato a fare l'esercizio e vuoi condividere con noi la tua esperienza, non esitare a contattarmi!

 

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