Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

Vita nella parrocchia

"Ascoltiamoci, parliamone insieme."

Perchè nasce il servizio
“Ascoltiamoci, Parliamone Insieme”

Per tutti coloro che desiderano un supporto emotivo e pratico al loro ruolo quotidiano più difficile che molti ricoprono:

“il genitore”

Diciamolo una volta per tutte: nonostante le attenzioni, le incredibili energie spese da moltissimi genitori per creare una relazione sana e autentica con i propri figli, i sacrifici per cercare di trascorrere sempre un maggior tempo all’interno delle mura domestiche, i tripli salti mortali per andare in contro alle esigenze di tutti… nonostante potrebbe sembrare come un paradosso, la Famiglia è lo spazio che più frequentemente percepiamo come “meno protetto”.

 
Perchè la famiglia non è sempre un ambiente protetto

A prescindere dalla storia familiare, dall’epoca in cui si è nati, dal contesto socioculturale in cui si vive, ognuno di noi ha ricevuto le sue prime delusioni proprio all’interno di quel nido che doveva essere la sua protezione. Quante volte ci capita di discutere con i nostri genitori o con i nostri figli e scoprire che proprio loro, le persone a noi più vicine, i familiari a cui siamo più legati, sono coloro che sanno meglio ferirci, toccare i nostri punti deboli, dirci quelle frasi che più ci colpiscono lasciandoci indifesi e sofferenti?

Per quanto ci possa sembrare assurdo, sono proprio le persone che più amiamo coloro che il più delle volte sanno renderci vulnerabili e, in questa condizione di sofferenza, agganciarci in dinamiche invischianti e logoranti che, se non mediate, hanno il potere di condizionare pesantemente la nostra vita e le nostre scelte. Anche da adulti.

L’importanza di saper scegliere

Scegliere, da genitori, di affrontare un percorso di consulenza e supporto genitoriale può fare la differenza. Decidere in modo responsabile e consapevole di voler guardare le proprie vulnerabilità (prima) e le dinamiche (dopo) che si instaurano all’interno del nucleo familiare, nella coppia genitoriale è un atto di amore nei confronti di noi stessi e degli altri componenti della famiglia che può trasformare in modo significativo la comunicazione e le relazioni.

Andare da un consulente genitoriale evita dunque che si discuta o che si litighi? Assolutamente no!

Non è certo l’assenza di conflitto l’obiettivo che ci si dovrebbe porre in un percorso di conoscenza e di lavoro su sé stessi o sulla relazione familiare, ma l’imparare a saper regolare i volumi, a saper gestire le emozioni, a saper cogliere il significato reale delle reazioni, delle discussioni, per poter essere più efficaci negli interventi, nelle risposte, nel cogliere i disagi da trasformare e, subito dopo, le risorse da potenziare.

Verso una “gestione emozionale”

Perché è tanto importante lavorare sulla regolazione dei toni piuttosto che sull’evitare che si arrivi al conflitto? Evitare che qualcosa accada implica un sottrarsi, uno schivare… e se stiamo parlando di una discussione, allontanarci da questa può significare spesso il reprimere un sentire, l’insorgere di un “non detto”, la possibilità che si generi un fraintendimento. Ogni qualvolta all’interno di una relazione, una delle parti avverte un’emozione, un disagio, una difficoltà… e decide di controllare la reazione, di soffocare il suo sentire, di tacere per il quieto vivere, quello che sta facendo, non è evitare di litigare, ma, il più delle volte, di posticipare il conflitto. E come spesso accade, più io mi controllo, più io trattengo quello che provo, che vorrei dire… più passa il tempo… e più correrò il rischio di non saper regolare la mia reazione quando il conflitto si scatenerà, magari per un nonnulla.

Pensate a tutti quegli episodi che vi saranno sicuramente capitati, durante i quali avete ingoiato, sopportato… situazioni “pazzesche” sulle quali siete passati sopra e poi a tutte quelle altre dove per una stupidaggine avete fatto crollare il mondo. Magar sentendovi anche in colpa subito dopo.

Spesso accade che nelle relazioni familiari accada proprio questa altalena: si evitano le discussioni, a scapito del nostro buon umore, della nostra serenità, del nostro benessere e poi si vivono contrasti fortissimi seguiti da silenzi, spesso intervallati da rimorsi. La rabbia, la frustrazione… la sensazione di non essere stati capiti da una parte, i sensi di colpa per come non ci si è saputi esprimere o non ci si è controllati dall’altra.

La differenza tra controllo e gestione

Controllo. Ancora una volta questa parolina ci suggerisce una quotidiana buccetta di banana sulla quale spesso scivoliamo. Quante volte ci colpevolizziamo per non esserci saputi “controllare” durante la giornata? Magari davanti al secondo piatto di pasta, magari in una risposta poco cortese, nel mangiare il terzo cioccolatino consecutivo dopo una settimana di dieta ferrea… Ognuno di noi vive durante la giornata infinite situazioni che potrebbero richiedere l’intervento di un “freno”, di una volontà che non abbiamo, di una forza che ci fermi prima dal compiere qualcosa che ci porterebbe poi al sentirci inadeguati, in colpa verso noi stessi e gli altri.

Gestione. Imparare a saper gestire le nostre emozioni, il nostro sentire, le nostre azioni è un’abilità che ognuno di noi può sviluppare e potenziare con un po’ di esercizio. Lasciare che qualcuno ci aiuti in questo per-corso è una possibilità che possiamo valutare per risparmiare tempo ed energie. Proviamo a “sentire con il nostro stesso corpo” a come le due parole controllo e gestione risuonano. A come ci si irrigidisca con la prima, quasi a trattenere il fiato e a quanto invece la seconda preveda un mantenere una certa flessibilità, un assecondare il flusso nel rispetto di sé e dell’esterno.

“Ascoltiamoci, Parliamone Insieme” ecco che diventa dunque un’opportunità: uno spazio condiviso con un professionista che può facilitarci nello scoprire questa capacità insita in ognuno di noi e che se potenziata può fare la differenza in tutti gli aspetti del nostro quotidiano. In primis sul nostro benessere.

Per usufruire del servizio

Il Servizio attivo per tutti i genitori e i diretti familiari dei ragazzi dell’Associazione Orizzonte Onlus, in questo momento di difficoltà è rivolto a tutte le Famiglie di Francavilla al Mare, attraverso una consulenza attiva all’interno della Parrocchia degli Angeli Custodi dal nome “La Famiglia al Centro”.

I colloqui è possibili svolgerli in presenza nei locali della Parrocchia, quando è possibile la libera circolazione, altrimenti è disponibile un servizio a distanza attraverso Skype, Zoom o whatsApp su prenotazione.

Per informazioni potete rivolgervi al numero 347 1692195 o mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

La prima pietra

La Prima Pietra

Quasi quasi ancora stentiamo a crederci eppure… dopo anni di progetti e studi… il 20 dicembre 2020 è stata una domenica speciale: la comunità parrocchiale dei Santi Angeli Custodi in Francavilla al Mare, ha finalmente posato la Prima Pietra della nuova Chiesa. Nonostante le basse temperature, l’aria un po’ freschetta che accarezzava i visi di tutti coloro che si sono presentati alle 17 per rendere omaggio alla cerimonia… è stata un’emozione calda e avvolgente.

Difficile descrivere a parole le tante emozioni provate. Inutile dover spiegare l’intensità del valore simbolico. Al termine di un anno importante come è stato il 2020, posare la prima pietra per salutare con questa cerimonia “ciò che è stato” e “accogliere ciò che sarà” ci ha aiutato a pregare e riflettere. Tra le numerose persone che si sono presentate per rendere omaggio all’appuntamento, preziosa è stata la presenza dell’Arcivescovo Bruno Forte, del Sindaco Antonio Luciani e delle altre autorità civili e militari che hanno ulteriormente solennizzato l’evento.

Significativo che in un momento dell’anno tanto importante, quando ci hanno ridotto gli spazi, gli spostamenti, la possibilità di muoverci, di incontrarci… la Liturgia della Parola ci parla di spazio. Una nuova dimensione di spazio: quello del cuore.

E se alla luce degli ultimi decreti e restrizioni, la vita sociale ci sembra essere ridotta al minimo, mai come ora è necessario e indispensabile che quanto stiamo vivendo venga riconsiderato sotto una nuova luce. Se tutto questo è accaduto e continua a caratterizzare così tanto pesantemente le nostre vite, perché non fare una riflessione su cosa Dio ci stia dicendo in questo momento? Non sarà forse che siamo chiamati a creare uno spazio da fisico a metaforico? Non sarà dunque arrivato il momento che ognuno faccia uno spazio nel suo cuore e nella sua vita affinché Dio possa venire ad abitare in noi!?

E se il “fuori e il dentro” fossero come due vasi comunicanti, sarebbe importante, non potendo agire direttamente sul fuori, concentrarci sul dentro e portare l’attenzione alla nostra interiorità per recuperare un tempo, uno spazio, un’affettività, un’autenticità con noi stessi e con Dio. Non credete?

E se così fosse, magari saremmo noi a diventare Casa per Lui. Potremmo dunque essere noi stessi le vere pietre della sua casa: le pietre vive!

Possa dunque essere questo l’augurio per ciascuno di noi: che la casa di Dio possa essere adorna di tutte le pietre belle della Comunità, anche dei fratelli e sorelle più lontani; e possa, il momento difficile che stiamo vivendo, coinvolgerci tutti nell’avvicinare un fratello, una sorella, un vicino bisognoso di una parola gentile, di un’accoglienza serena.

…e così mentre si posava simbolicamente la prima pietra, e ognuno di noi rifletteva in cuor suo su ciò che accadeva…il coro cantava con grande gioia "Camminiamo incontro al Signore"! Mettiamoci in cammino insieme al Signore Gesù che desidera trovare sempre in ciascuno di noi uno spazio accogliente, e chiediamo per tutti la gioia, la speranza e la forza per portare a compimento la costruzione del nostro spazio.                                   

                    Fuori e dentro di noi!

Giulia Di Sipio

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